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Poco oltre Murialdo, un bivio approda in due minuti all’azzurrissimo lago di Osiglia, ampio bacino artificiale sormontato al centro dal panoramico ponte Manfrin (talora vi si siedono i pescatori in paziente attesa…). Il lago, con passeggiata e imbarcadero, è il paradiso dei bagnanti e dei canoisti, qui e là veleggiano i windsurf e intanto – come sempre – la cornice di alberi secolari si specchia nelle acque chiare.
Da Osiglia puoi con l’auto esplorare Bormida e il suo laghetto ai piedi del Bric Settepani (“bric” significa monte), Pallare – paese di querce e di meridiane - con l’antica abbazia di Fornelli quasi nascosta dal bosco, Mallare col santuario dell’Eremita e la limitrofa trattoria. Viaggerai su strade tortuose ma senza alcun traffico, rari anche i segni dell’uomo, ovunque colline verdi, sentieri, silenzi, mulini. Ovunque cicloturisti e trekkers…
Ripresa la strada da Murialdo, superando lo scenografico santuario del Deserto, soltanto 5 chilometri ti separano da Millesimo. La località figura meritatamente nel circuito dei “borghi più belli d’Italia”. Il centro storico, cui accedi da Via Del Carretto e la porticata Piazza Italia, è un’infilata di bellezze e di memorie storiche. Subito alla tua destra il castello col commovente museo napoleonico (Bonaparte combatté a lungo in queste terre), poi la piazza “chiusa” dal meraviglioso palazzo comunale. Alla tua sinistra, viceversa, lungo la
Bormida, l’antico ponte della Gaietta “a schiena d’asino”, la Casa della fondazione, poi San Rocco. Superata Piazza Italia, imboccando Via Trento e Trieste, incontrerai infine la romanica, severa Santa Maria extra muros
e – bella, alta - Villa Centurione
Scotto. Da Millesimo prosegui per Carcare e Altare, luoghi di vetrerie e di ceramiche, di tartufi e castagne. Carcare è una quieta aggraziata cittadina con bel centro storico (gòditi le restaurate Via Garibaldi e Via Castellani e l’elegante palazzo comunale). Tutt’intorno colline dove un tempo fioriva l’allevamento del bestiame. Il paesaggio è così nitido, rurale e a misura d’uomo che non di rado a Carcare dimorarono gli artisti della cosiddetta “scuola dei grigi”, cenacolo in cui si raggrupparono Rayper, Issel, De Andrade…, per dipingere dal vero alla maniera degli impressionisti francesi e dei macchiaioli toscani. Da Carcare un bivio verso nord porta a Cairo Montenotte, “capitale” della valle, la cui visita
richiede almeno mezza giornata. L’area del centro storico, rettangolo “difeso” dalla cinta muraria del ‘300, è infatti una full immersion nel medioevo e…nello shopping. Molte botteghe storiche e negozi tipici propongono carni, vini, funghi, tartufi, formaggi, solleticando i tuoi sensi. Ripresa la strada da Carcare, in breve tempo giungi ad Altare, presso il colle di Cadibona dove l’Appennino si congiunge alle Alpi. |